PROGETTI

BORDERLINE - Progetto Personale


L’essere umano, per sua natura di essere finito, limitato nello spazio e nel tempo, ha sempre cercato di definire il mondo intorno a lui. Questo perché trova necessario fare ordine, chiarezza, controllare e poter delimitare ciò che lo circonda, dunque potersi proteggere dall’innata paura dell’ignoto. Una definizione netta semplifica la comunicazione e la comprensione. Il risvolto della medaglia è la graduale perdita della capacità di riconoscere ed accettare come altrettanto reale tutto ciò che sta nel mezzo delle definizioni, ciò che sta al confine. Una sorta di frontiera che non si vede più come concetto di fascinoso mistero ma piuttosto come uno spazio d’ombra che sfuggendo alla nostra capacità d’incasellamento diventa pericolosamente non controllabile. Quanto il linguaggio definisce il mondo che ci circonda? Quanto incide sul nostro modo di percepire la realtà e di relazione con essa? Un termine, usato oggi soprattutto nell’ambito medico psichiatrico, può definire questo spazio di confine.

vimeo.com/284467747

CIRQUE FAROUCHE - 18 ½


Questa nuova opera del Cirque Farouche ci mostra che uno spettacolo circense può essere scritto, messo sul palco e realizzato come un film.

18 ½
Un riferimento al film 8 e mezzo, in cui Fellini mostra un regista che ha bisogno di ispirazione, cercando invano di isolarsi, mentre un piccolo mondo insiste su di lui: ha un film da girare. Questo è il punto di partenza. Come un regista, Jef Odet porta la sua squadra sul set. Il palco è pronto, anche la musica. Gli artisti scopriranno lo scenario. La drammaturgia non deriva da una storia, perché si tratta, fondamentalmente, del circo. Viene dalla giusta tensione del corpo, il gesto circense schierato esattamente in uno scenario, per tradurre e servire, qui e ora, un'emozione. Questo è l'obiettivo

vimeo.com/220822042 | cirquefarouche.art

CIRCO ZOé


ll circo è vita, è Zoé. E’ la nostra vita, la nostra creazione, la nostra opera d’arte. La parte più terrena, ancestrale, legata alla terra come una profonda necessità vitale. La più eterea, la libertà, il sogno. “Uomini tornate alla terra” affermava Zarathustra. Il nostro circo è terra e anima, nato per difendere quell’energia creatrice e generatrice capace di elargire esistenza. Dove non esiste vita separata dall’opera d’arte coincidono per necessità, lì sacro e profano si inseguono attraverso il vero e la rappresentazione. Zoé è la vita naturale, nuda. E allora scegliamo l’itineranza, il gruppo e l’autonomia in opposizione alla produzione d’arte. L’itineranza è necessità in movimento. O così o niente. Perché siamo viscere e organi quando il corpo detta le regole del gioco. Siamo la necessità del corpo come il gesto che ne deriva, Onesto e concreto. Ma il nostro è il mondo delle illusioni, quello spazio di esistenza all’interno del quale esprimiamo la nostra massima sfida e la più misera delle sconfitte; ad ognuno la propria. Potenza e miseria, eterni e terreni, drammatici e ridicoli, poeti e manovali.

circozoe.com


Ph: Laura Armani | Andrea Macchia | Elias Djemil-Matassov | Victor Delfim